expr:class='"loading" + data:blog.mobileClass'>
I libri, come le persone, giungono sempre dove sono attesi...

lunedì 11 novembre 2013

Un baule pieno di libri...



Il tesoro di Natale


Benvenuti alla prima CACCIA al TESORO di NATALE!

Per questo Natale abbiamo pensato di proporvi un giveaway diverso da tutti gli altri. Un giveaway con un RICCO BOTTINO LIBRESCO!

Come funziona?


Il gioco si strutturerà in 9 tappe prefissate, per accedere a ogni tappa e poter continuare il gioco ogni concorrente dovrà riuscire a rispondere a un indovinello che darà l'accesso alla tappa successiva.
Ogni tappa avrà una durata massima di 5 giorni! Scaduti questi, chi non ha risolto l'indovinello non potrà accedere alla tappa successiva.
La soluzione all'indovinello verrà pubblicata SOLO allo scadere del tempo per permettere a tutti i concorrenti di riuscire a superare la tappa!

Ma iniziamo dal principio!

Come si partecipa?

- Iscriversi ai blog elencati di seguito e specificare il nome blogger con cui si identificherà se diverso dal contatto FB.
- Condividere l'evento in bacheca e invitare qualche amico
- Seguire le 'regole base' che via via pubblicheremo nei rispettivi blog dove si svolgeranno le tappe.
ATTENZIONE: Solo DOPO ever seguito le regole sopraelencate attribuiremo a ognuno dei concorrenti un numero che li identificherà.

Cosa si vince?

Un ghiotto tesoro libridinoso che sarà svelato SOLO a fine caccia!!
Il tesoro sarà suddiviso in due bauli distinti e conterranno tanti ma proprio tanti libri! Uno per il semifinalista e uno per il finalista. In caso di più concorrenti in finale si provvederà a un'estrazione tramite il sito random.org.

TAPPE DELLA CACCIA AL TESORO

16 Novembre al 20 Novembre TAPPA N° 1 (http://paolonialessandra.blogspot.it/)
20 Novembre al 24 Novembre TAPPA N° 2 (http://labottegadeilibriincantati.blogspot.it/)
24 Novembre al 28 Novembre TAPPA N° 3 (http://stefaniabernardo.blogspot.it/)
28 Novembre al 2 Dicembre TAPPA N° 4 (http://libriepassioni.blogspot.it/)
2 Dicembre al 6 Dicembre TAPPA N° 5 (http://lindabertasi.blogspot.it/)
6 Dicembre al 10 Dicembre TAPPA N° 6 (http://www.conniefurnari.blogspot.it/)
10 Dicembre al 14 Dicembre TAPPA N° 7 (http://voltarepaginaditizianacazziero.blogspot.it/)
14 Dicembre al 18 Dicembre TAPPA N° 8 (http://scriverefantasy.wordpress.com/)
18 Dicembre al 22 Dicembre TAPPA N° 9 (http://giovannaprofilioscrittrice.blogspot.it/?m=0)
24 dicembre PREMIAZIONE DEI DUE VINCITORI (http://paolonialessandra.blogspot.it/)
Avete tempo fino al 15 novembre per seguire le indicazioni e ricevere il numero che vi dà diritto alla partecipazione!
Il 16 Novembre la CACCIA avrà inizio!
Buon divertimento a tutti!

venerdì 25 ottobre 2013

Il Profumo del Sud di Linda Bertasi


Provate a chiudere gli occhi..avvertite una piacevole melodia di profumi che vi avvolge in un delicato abbraccio?
L’odore del mare ricorda l’inizio di un viaggio:  il desiderio di ricominciare si unisce con la timida speranza di approdare a una vita diversa in un una terra sconosciuta che inebria  con il suo  profumo di camelie. 

"Non si dovrebbero mai ignorare i dettagli,
quei piccoli particolari che s'imprimono
nella memoria senza sforzo alcuno."

L’odore di fragole e gelsomino di Anita si confonde e danza con l’inebriante fragranza di muschio e felci di Justin per contenersi e poi esplodere nell’incanto di una passione incontenibile e tormentata.

"Chi ama non si nasconde, non si vergogna."


Ma ditemi, non vi sembra di avvertire in lontananza il suono di un’armonica che diffonde “note disordinate nell’aria”e vi spinge ad alzare gli occhi al cielo per  ammirare la Croce del Sud?
In queste pagine dense di una scrittura profonda e sapiente, Linda Bertasi ci accompagna in un’America scossa dall’orrore della schiavitù e sconvolta dalla Guerra Civile: è in questo contesto che vivono i protagonisti con i loro sogni di libertà e di riscatto, con i loro ideali da difendere  anche con la vita.


I meravigliosi profumi  delineati con dolcezza trovano complemento nei colori dipinti dalla penna di Linda: il bianco delle distese di cotone che si confonde con l’innocenza e il dolore di migliaia di schiavi , e poi c’è il rosso che accompagna Anita e Justin dalla prima all’ultima pagina: il rosso della passione che l’infiamma, il rosso del sangue di una guerra che li divide e li tormenta.
"Niente come una guerra rimette tutto nella giusta prospettiva."


Ma nulla è scontato in questo romanzo che appassiona e ci lascia senza fiato in un finale imprevedibile dove la speranza e la commozione vincono, mostrandoci con delicatezza e decisione che la vita di ognuno non è che “una mutevole sfumatura” di colori .


Per voi il Booktrailer de "Il profumo del Sud" di Linda Bertasi:


lunedì 14 ottobre 2013

L'amore che brilla dentro



"Gli amori impossibili non finiscono mai,
sono quelli che durano per sempre."
Ferzan Ozpetek, Mine Vaganti


"Tu non diventare come me.
Non perdere mai i treni sui quali lui viaggerà, non dimenticare i nomi dei luoghi in cui andrà a vivere e disegna sotto i tuoi piedi la strada per raggiungerli.
Non essere orgogliosa, puntigliosa, insolente, non essere niente di ciò di cui potresti pentirti, un giorno.
Non essere quello che io sono  stata…
E se finirà, potrai sempre dire di aver dato tutto.
E non ci saranno “se” e “ma” a gravare sulle tue spalle.
Non ci saranno sale d’attesa nelle quali consumare il rimpianto, e giorni dell’abbandono da smaltire un po’ per volta
nella luce fioca dei tuoi ultimi anni.
Non lasciare che la notte ti disegni le dita dentro le scarpe, che cammini al tuo posto su strade che non vorresti percorrere,
e non lasciarti vivere.
Viviti, piuttosto, viviti tutta fino al fondo di te.
E allora non ci saranno muri bianchi, né porte lasciate socchiuse a far passare gli spifferi.

Sii l’amore che ti brilla dentro.."

Bianca Rita Cataldi, Waiting Room




Vederti è l'immensità del mio viaggiare





Ti ho aspettato solo per dirtelo
- "ti stavo aspettando"-
per veder cambiare
la pendenza del tuo sorriso,
per misurarti gli occhi
e la profondità del tuo vedere.
Fin dove guardi? Dove sono le tue
mete? i tuoi mappamondi,
le carte da navigare?
Io, per me, ho qui una sedia,
delle sigarette, un libro già letto -
ma è il vederti, l'immensità del mio
viaggiare.

Bianca Rita Cataldi


giovedì 10 ottobre 2013

Il destino è dentro di noi..





"Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia
che muta incessantemente la direzione del percorso.
Per evitarlo cambi l'andatura.
E il vento cambia andatura, per seguirti meglio.
Tu allora cambi di nuovo,e subito di nuovo il vento cambia
per adattarsi al tuo passo.
Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra...
Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano,
indipendente da te.
E’ qualcosa che hai dentro.
Quel vento sei tu.
Perciò l’unica cosa che puoi fare
è entrarci, in quel vento, camminando dritto,
e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.
Attraversarlo, un passo dopo l’altro.
Non troverai sole né luna, nessuna direzione,
e forse nemmeno il tempo.
Soltanto una sabbia bianca, finissima…

che danza in alto nel cielo."

Da Kafka sulla spiaggia di Murakami Haruki


Parole in musica e immagini:


venerdì 4 ottobre 2013

Intervista di un'anima sognante!





Volete conoscermi un pochino di più!!??
La straordinaria scrittrice Linda Bertasi mi ha ospitato sul suo blog nella sua nuova e interessante rubrica dedicata agli artisti in erba!
E' stata un'emozione unica e sorprendente rispondere alla sue coinvolgenti domande!
La mia anima è stata in parte rivelata!
Grazie Linda!
Qui il link
per leggere l'intervista!


lunedì 16 settembre 2013

Giveaway per tutti i lettori sognatori!

Per un lettore, non credo ci sia gioia più grande di ricevere un libro in regalo e di scoprire nuovi autori!
Allora cosa aspettate a partecipare a questo eccezionale giveaway proposto dall'interessante blog Un lettore é un gran sognatore??
Vi basta cliccare qui  per conoscere tutte le condizioni!



In bocca al lupo!!

lunedì 19 agosto 2013

Charlotte di Antonella Iuliano



Sinossi:
Charlotte sa di non essere una ragazza comune e spesso si domanda perché preferisce alla realtà il mondo immaginario racchiuso dentro di sé. Qualcosa le bussa dentro anche se non sa cosa. Quando però per la prima volta i suoi occhi si posano sulle pagine scritte da una delle famose sorelle Bronte, quel qualcosa improvvisamente esce allo scoperto. Charlotte avverte finalmente un senso di appartenenza e una sete di sapere che la porterà a conoscere una donna, la Signora Cloe, il cui passato riposa tra pagine dimenticate e grazie alla quale scoprirà l'immenso valore della letteratura. Conoscerà donne che amavano leggere, donne che amavano scrivere, le cui parole hanno attraversato i secoli. E così "come Charlotte Bronte" diventerà il motto della sua vita.



Incipit:
Accadde un giorno, mentre fissavo l'imponente libreria del salotto di casa mia e il mio occhio fu inspiegabilmente attratto da un volume color lavanda sul cui dorso era inciso a caratteri delicati il mio nome: Emily. Il titolo di quel libro portava inciso il mio nome, anche se ne ero certa, quelle pagine non parlavano di me. Di una sola cosa ero sicura, quel romanzo l'aveva scritto Charlotte. 





Quali lievi miracoli, quali incantesimi può compiere un libro che inaspettatamente entra nella nostra esistenza.
La vita della giovane Charlotte viene, improvvisamente, segnata dalla lettura di Cime tempestose e dall’incontro con una donna colta ed elegante, la signora Cloe.
Pomeriggio dopo pomeriggio, un mondo sconosciuto e prezioso, quello della letteratura, si schiuderà davanti ai suoi occhi. Attraverso le opere immortali delle sorelle Bronte, troverà la forza di dar compimento al destino racchiuso nel suo stesso nome; in Charlotte Bronte, il suo faro luminoso, scoprirà “un’affinità incisa nelle pagine dei libri” e la signora Cloe la guiderà per poter realizzare il suo sogno più grande, quello della scrittura, sogno che un tempo è stato anche il suo.
Lettura e scrittura si fondono e confondono, finché l’una diventa l’opera dell’altra e la passione dell’una rivive attraverso quella dell’altra.
Insieme all’amore per i libri entra nella sua vita, tra paure e sentimenti nuovi, anche l’amore per Dylan: come i protagonisti di Jane Eyre e di Cime tempestose, Charlotte vive sulla sua pelle le emozioni di un amore assoluto e incandescente.


“Le cose non accadono per caso 
e se un bel giorno ti sei imbattuta in un libro
 e il destino ha voluto suscitare in te
 la curiosità di leggerlo,
 bé, questo forse può essere un segno.”

Tutto inizia con un libro, e i cammini di molte donne s’intrecciano in questo romanzo che rapisce ed emoziona per la grazia e la delicatezza con cui è scritto.
Charlotte è uno di quei libri che una volta chiusi vorresti ricominciare a leggere, perché si fa fatica ad allontanarsi dalla protagonista, dai suoi pensieri, dalla sua forza d’animo, dalla tenacia che la contraddistingue nel realizzare i suoi sogni e quelli di chi le sta accanto.
"Tu hai lasciato che
 il romanzo leggesse te."
In un finale che commuove, viene alla luce il messaggio che s’intravede, velato, in ogni pagina del libro: un canto di gratitudine a tutte quelle donne che, nel corso della storia, con sacrificio, coraggio e dedizione totale, hanno lasciato, un’eredità eterna e incommensurabile. Nelle loro opere è rimasta indelebile, tracciata con l’inchiostro dei loro sogni, l’essenza del loro cuore.



Vite s'incontrano grazie alla magia dei libri, all’incanto di pagine scritte da chi ha, in esse, depositato la propria anima, sigillato il proprio spirito.
Perché i libri non entrano nella nostra vita per caso, e riescono a leggerci dentro, per condurci laddove inizia la nostra strada.
Lo spirito del libro rivive in noi e riporta alla luce quelle passioni addormentate sul fondo della nostra anima.





"Certe passioni dentro di noi sbocciano improvvisamente quando meno ce lo aspettiamo, ma ad un esame più approfondito o con il senno di poi, che è solo una questione di tempo prima che esse vengano a galla. Sono sempre state dentro di noi, sono insite nella nostra natura."


Il poetico booktrailer realizzato dall'autrice Antonella Iuliano:


Il mio tributo in immagini, musica e parole a questo splendido libro:



Sezione Alfabeto
Lettera I

Voto: 5 stelline

lunedì 8 luglio 2013

Libri come carezze....

Quando il dono di un libro è come un carezza lieve...
Per vincere questo meraviglioso libro di Antonella Iuliano basta lasciarsi guidare dalle suggestioni evocate in noi dal titolo...
Qui tutte le indicazioni per poterlo vincere!!
Buona fortuna!!!




martedì 7 maggio 2013

Leggiamo 2013: 4/50- Venuto al mondo***** di Margaret Mazzantini

Incipit:
Il viaggio della speranza... parole residue, tra le tante in fondo alla giornata. Le ho lette in farmacia, su un bussolotto di vetro accanto alla cassa, c'era l'asola per infilare i soldi e la fotografia di un bambino appiccicata con lo scotch, uno di quelli da portare lontano per tentare un'operazione, un viaggio della speranza, appunto. Mi giro sul cuscino, macino respiri sonori. Guardo il corpo di Giuliano, fermo, pesante. Dorme come dorme lui, supino, a torso nudo. Dalla bocca ogni tanto cava fuori un piccolo grugnito, come una bestia placida che scaccia moscerini.
Speranza, penso a questa parola che nel buio prende forma. Ha la faccia di una donna un po' sgomenta, di quelle che trascinano la loro sconfitta eppure continuano ad arrabattarsi con dignità. La mia faccia, forse, quella di una ragazza invecchiata, ferma nel tempo, per fedeltà, per timore.


Sinossi:
Leggiamo 2013
Sezione Istinto
Una mattina Gemma lascia a terra la sua vita ordinaria e sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi, giovani sprovveduti, invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una Guerra che mentre uccide procrea.
In questo grande affresco di tenebra e luce, in questo romanzo intimo e sociale, le voci di quei ragazzi si accordano e si frantumano nel continuo rimando tra il ventre di Gemma e il ventre della città dilaniata. Ma l'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché Margaret Mazzantini ha scritto un coraggioso romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dal calcio della Storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Il cammino intimo di un uomo e di una donna verso un figlio, il loro viaggio di iniziazione alla paternità e alla maternità diventa un travaglio epico, una favola dura come l'ingiustizia, luminosa come un miracolo.


O tenerezza umana, dove sei?
Forse solo nei libri?

Izet Sarajlic'


Si inizia a leggere questa storia come chi intraprende un cammino senza conoscere né percorso né meta, faticando nei primi passi, incerti, chiedendosi se sia meglio tornare indietro e abbandonare il viaggio. Ma dopo aver superato i primi ostacoli (le prime pagine) si incomincia ad intravedere la bellezza circostante, inaspettata e luminosa.
E' la storia di un viaggio, del viaggio a ritroso di una donna verso un uomo, verso la maternità, verso se stessa..un viaggio guidato dalla speranza e dalla verità, continuamente tradite e ingannate dall'orrore di una guerra che entra nella carne e nell'anima di Gemma, di Pietro, di Diego, di Goiko, di Aska, spingendoli ai confini del bene e del male. Ovunque menzogne, sparse come pepite di verità.
Il fango fermo della vita è ora polvere che vola verso di me: il passato, da chilometri di distanza, ritorna nella quotidianità tranquilla di Gemma e la costringe a ripercorrere tutta la sua vita, ad affrontate una verità che assume un altro volto da quello conosciuto.
Il tempo sbrana il tempo, un corpo è davanti al tuo, forte, giovane... eppure un altro corpo sta già prendendo il suo posto. Un figlio è già nel padre, ragazzo dentro ragazzo. E quel figlio sarà la memoria, il bambino che correrà con la fiamma.
Quello che era successo a Sarajevo apparteneva a Gemma, cullava una parte remota della sua esistenza.
L'incontro con Diego, un amore improvviso, non cercato, stravolge la vita ordinaria, incompleta di Gemma:
Non si può mai dire cosa...cosa sia esattamente. E' una membrana, forse una prigione fin dall'inizio. Una vita ha viaggiato lontano da noi incontro alla nostra, ne abbiamo sentito il vento, l'odore di una sosta. Il suo sudore, la sua fatica erano dentro di noi.
Il desiderio di un figlio, di un lucchetto di carne anima i loro giorni, ma il tempo bianco dell'attesa, dei sogni che s'allungano in un lunga veglia, sembra esplodere a contatto con i cicli di una natura : eppure la fiducia in qualcosa che cammina verso le loro vite, quella di Gemma e Diego, continua a far sentire la sua voce.
Sempre a un passo dalla vita, Gemma continua ad essere l'ombra dei suoi desideri, mai nata, una figura di carta in un foglio buio, in attesa della forbice che la ritagliasse.
E la vita fiorisce tra le macerie e le violenze delle barbarie, della guerra: La vita ha gli stessi colori della guerra, neve e sangue.
"Non so dire sa che parte dentro di noi cola l'amore prima di fermarsi nella pancia. La guerra mi colava dentro dalle stesse fessure dove un tempo era passato l'amore, e adesso si era depositata nelle mie viscere, in profondità."
Le viscere di una Sarajevo violentata e profanata, fanno da scenario ad una natività sgangherata: Chi è questo bambino che si lascia portare senza peso, senza anima, come un piede in un calzino? E' tutto quello che ho voluto, è la ragione per cui abbiamo attraversato questo inferno che ci aspettava come un chiodo nel destino.
Sarà questo bambino, Pietro, a battezzare Gemma sua madre, a restituirle un cuore che non sentiva più, cercando, vedendo in lui la parte migliore di Diego, una vita nuova, che nessun dolore ha sporcato.
Un destino in uscita e uno in entrata.
Gemma e Diego: Gemma era stata la balena, il dorso forte su cui lui s'era fermato, come un uccello in attesa del vento che lo restituisse al suo viaggio. E prima di andarsene, per ricompensarla, le aveva portato con il becco un pesce, raccolto dal mare per lei.
Diego toglie Pietro dalla Storia, lo mette al mondo e la verità resterà custodita nelle pieghe di quella guerra.

La vita e la morte non si decidono, in mezzo possiamo imboccare una strada più difficile, sfidare il destino, ma in fondo gli facciamo solo il solletico.

Un libro bellissimo e drammatico, che pagina dopo pagine, entra nell'anima e resta negli occhi del lettore: più del film omonimo, molto bello anche quello, restituisce il valore e l'essenza della verità e dell'amore, che sia quello tra una donna e un uomo o tra una madre e un figlio; ci mostra come il confine tra il bene e il male sia così sottile, così labile ma anche un insegnamento più grande, che un diavolo può tornare angelo.

Pesci...non siamo altro che pesci...branchie che si gonfiano e si chiudono...poi viene un gabbiano che dall'alto ci prende e mentre ci smembra ci fa volare, forse questo è l'amore.







venerdì 1 marzo 2013

Leggiamo 2013: Letture di Febbraio

"Una biblioteca che si sta formando è un essere vivente: non è mai la somma dei singoli libri".
Carlos Marìa Domìnguez, La casa di carta

Ci sono fili, a volte invisibili altre volte luminosi, che legano miracolosamente un libro a un altro.

Credo fortemente nel destino che unisce ogni più piccola cosa, ogni singolo avvenimento, gesto o parola.
Verso la fine di Gennaio mi è capitato di leggere alcune pagine di una raccolta di saggi di Maria Zambrano.
La filosofa andalusa si soffermava a riflettere sulla misteriosa energia vivente che promana dai libri: nelle poche righe che ho scelto di condividere sembra quasi di sentire  il respiro dei libri, quelle voci sottili e lontane che diventano un coro sublime e misterioso per le anime che cercano conforto e sostegno nei libri quasi come fossero realmente esseri viventi.
La lettura di questo saggio è come se presagisse, in qualche modo, quanto avrei trovato in due dei libri letti nel mese di Febbraio - I fantasmi delle biblioteche e Il libro selvaggio .
In entrambi, sebbene con scritture diverse, è espresso il medesimo concetto: i libri e le biblioteche che vanno a comporre, diventano esseri viventi, datati di anima, di spirito, che instaurano col lettore un particolare e indissolubile rapporto, quasi di osmosi.
I libri sono specchi che rivelano il lettore, le biblioteche i riflessi della natura profonda del proprietario. 
In un capitolo de  I fantasmi delle biblioteche, l'autore parlando di biblioteche che muoiono, cita l'esempio della Biblioteca Pubblica di Sarajevo, distrutta nel 1992 durante la guerra: non credo sia stato un semplice caso aver ritrovato il racconto, inserito in una trama più ampia e drammatica, della sua distruzione nell'altro libro che ho scelto (o è stato lui a scegliere me?!) per Leggiamo 2013 e che non ho ancora recensito: Venuto al mondo di Margaret Mazzantini!
E ancora: ho lasciato la Sarajevo di Venuto al mondo e l'ho ritrovata nel libro che ho cominciato a leggere in questi giorni I custodi del libro di Geraldine Brooks!
Strani legami, trame insolite e misteriose portano da un libro all'altro: basta abbandonarsi fiduciosamente alle onde del destino e i libri che desideriamo ci sceglieranno!!


Riepilogo dei libri letti nel mese di Febbraio per Leggiamo 2013:

- I fantasmi delle biblioteche di Jacques Bonnet (4 stelline);
- Il libro selvaggio di Juan Villoro(4 stelline);
Venuto al mondo di Margaret Mazzantini (5 stelline).

Buone letture!

Leggiamo 2013: 3/50 - Il libro selvaggio di Juan Villoro

Leggiamo 2013
Sezione Alfabeto V

Incipit:
Vi racconterò quello che mi è successo quando avevo tredici anni. E' una cosa che non sono riuscito a dimenticare, come se la storia mi avesse afferrato per il collo. Può sembrare strano, ma sento perfino le "mani" della storia su di me, una sensazione così precisa che so addirittura che si tratta di mani con i guanti.
Finchè la storia rimarrà un segreto, mi terrà priogioniero. Adesso che ho cominciato a scrivere provo già un vago sollievo. Le "mani" mi stanno ancora addosso, ma un dito si è sollevato, come promessa che sarò libero quando avrò finito.


Sinossi:
Ci sono libri con una forte personalità. Libri che si scelgono i lettori, e non viceversa. E libri che rifiutano di farsi leggere. Juan, quattordici anni, trascorre le vacanze dallo zio Tito, il bibliofilo più pazzo del mondo. Nel labirinto della sua biblioteca Juan scopre che i libri hanno una vita propria. Alcuni addirittura cambiano contenuto a seconda di chi li legge. Altri, invece, si nascondono. Come Il libro selvaggio, che si lascerà leggere da una sola persona, da un lettore speciale. Perché leggere è un atto creativo. I libri sono magici. I libri sono vivi. E sono tutti diversi, come noi.


Ogni libro sceglie il suo lettore..



C'erano ovunque scaffali e libri impilati in colonne che arrivavano fino al soffitto..
Mi inoltrai in un corridoio tappezzato di librerie ed entrai nella prima stanza che trovai. Era un camera dai soffitti altissimi, con le pareti completamente ricoperte di libri, e lungo tutto il perimetro correva una balconata con una scaletta per raggiungere i libri dei ripiani più alti.
Proseguii verso un'altra stanza, e non vidi altro che libri.
..e così incominciò il mio soggiorno nei labirinto dei libri.

E,' questa magica storia narrata da Juan Villoro, un'incantevole fiaba che può conquistare solo quel lettore che crede nel potere dei libri e che si abbandona ai loro inaspettati incantesimi.
Protagonisti assoluti di queste deliziose pagine, insieme a Juan e zio Tito, sono loro, i libri; libri che trovano la loro linfa vitale nell'amore e nella curiosità del lettore.

I libri sono molto sfuggenti. Ne cerchi uno su uno scaffale e lo trovi su un altro, oppure scompare per anni e d'improvviso te lo ritrovi sotto il naso...sono arrivato alla conclusione che i libri si muovono da soli: ti cercano o ti sfuggono..quando ne accumuli troppi, è difficile che se ne stiano fermi. I libri cercano una sistemazione. A volte ti chiedono di leggerli, a volte di non leggerli.

Non c'è niente che abbia tanto carattere come un libro. Una biblioteca è un'animario: una collezione di anime..i libri che si muovono come le anime..per avvicinarsi a qualcuno o per sfuggirgli.
Ogni libro ha uno spirito. Questo spirito cerca il suo lettore. Il suo lettore preferito, ideale, assoluto.

Juan, ospitato dallo zio nella sua casa abitata dai libri, riesce a risvegliare l'anima della biblioteca: il ragazzo possiede un raro potere; è un lettore 'princeps', un lettore-principe:
un lettore princeps non è chi legge più libri ma chi trova più cose in quello che legge.

Il ragazzo dovrà cercare il Libro Selvaggio, un libro ribelle che accetterà di essere letto solo se domato, e che rivelerà la storia desiderata. Imparerà ad amare i libri e la lettura, ascoltando le parole dello strano zio, che ha dedicato la sua vita alla cura di una biblioteca immensa.
Ci sono due modi perché un libro arrivi fino a te: quello normale e quello segreto. Quello normale è che te lo compri, te lo prestano o te lo regalano. Quello segreto è molto più importante: in  questo caso è il libro che sceglie il suo lettore. A volte, i due modi si confondono. Credi di essere tu ad aver deciso di comprare un libro, ma in realtà è lui che si è messo lì perché lo vedessi e te ne sentissi attratto. I libri non vogliono essere letti da chiunque, vogliono essere letti dalle persone migliori, per questo si cercano da soli i lettori..sono qualcosa di più: sono super persone. Vivono per sempre, in cerca di lettori..se ti meriti il libro, lui verrà da te.

Nella biblioteca ogni libro porta a un altro, entrando in contatto l'uno con l'altro e capita che il libro cambi in base al lettore:
ogni libro è come uno specchio: riflette quello che pensi..i grandi lettori aggiungono qualcosa ai libri, li rendono migliori. Quando qualcuno modifica un libro per te e tu riesci ad accorgertene, significa che sei arrivato alla lettura-fiume. Nessun fiume resta fermo..le acque cambiano.
Scopri quello che hai dentro soltanto quando leggi il libro giusto. I libri sono specchi indiscreti e temerari: ti fanno uscire le idee più originali, stimolano pensieri che non sapevi di avere. Quando non leggi, quelle idee restano chiuse nella tua testa. Non servono a niente.

Circondato da libri che cambiano di posto e che mutano il loro contenuto una volta letti, da libri pirata e libri d'ombra, da libri che provocano tempeste a libri che leggono il lettore, Juan si perderà in un labirinto di pagine e saranno i libri stessi a rivelarsi e a guidarlo, nella ricerca del Libro Selvaggio, uno specchio per gente coraggiosa, per chi è disposto a entrare nel libro, a farsi risucchiare, a provare emozioni..come se l'avesse scritto lui.
Il libro selvaggio non è ancora stato letto, è un libro che sta per accadere! Si scriverà da solo quando troverà un lettore.

Riuscirà Juan a far sì che il Libro Selvaggio si mostri ai suoi occhi?
Basterà leggere questo accattivante e fantastico libro per scoprirlo, magari il libro cambierà sotto i nostri occhi rivelandoci qualcosa di noi che non conoscevamo ancora, ma insegnandoci soprattutto che i libri sono fatti per essere condivisi..migliorano se circondati di vita.. perché un libro non è mai soltanto un libro, e spesso dipendono da noi!


giovedì 28 febbraio 2013

Leggiamo 2013: 2/50 - I fantasmi delle biblioteche di Jacques Bonnet

Leggiamo 2013
Sezione Alfabeto B




Incipit:
Dopo il piacere di possedere i libri,
nessun altro eguaglia quello di parlarne.
Charles Nodier

Il 1° settembre 1932, il giornale portoghese "O Século" pubblicò un'inserzione che offriva un posto di conservatore-bibliotecario presso il museo Condes de Castro Guimarães a Cascais, una piccola città di mare a 30 Km da Lisbona. Il 16 settembre, Fernando Pessoa spedì alla municipalità una lettera di candidatura.

Sinossi:
Jacques Bonnet, scrittore ed editore, rievoca la genesi lontana di questa variazione sul tema dell’incantesimo dei libri su certi individui. Fu un incontro con Giuseppe Pontiggia. Entrambi condividevano «la stessa felicità e maledizione che ci era toccata in sorte»: un’enorme biblioteca con molte migliaia di volumi, non da bibliofili o da collezionisti, ma una normale biblioteca generalista, in cui ammucchiare libri letti o da leggere o solo da annusare. Conversando tra loro, era venuta l’idea di fondare un’associazione per i proprietari di biblioteche oltre le ventimila opere, una specie di mutuo soccorso e consiglio. Naturalmente non se ne era fatto niente. Ma col tempo l’esame divertito dei problemi, di chi di non può fare a meno di comprare ogni libro che contiene anche una sola promessa, è germinato nei capitoli di questo che si presenta come un trattatello sull’arte di convivere con troppe librerie (ma mai sopra la spalliera del letto: per non imitare la fine leggendaria di un grande compositore parigino). Che è ben di più che un trattatello su un piccolo tema curioso. È una piacevolissima danza tra gli scaffali di una sterminata libreria a parlare di tutti i rebus di spazio (come quel personaggio che, non avendo più stanze per contenere i libri, li usò per costruire la casa che poi distrusse per ritrovare un singolo volume) o di tempo (le più diverse e capricciose catalogazioni: come quella di Warburg così precisa di affinità tra i testi che se ne perse il senso, morto l’autore), discutendo le più fantasiose e bizzarre soluzioni, i ricordi, gli aneddoti, gli incidenti e gli enigmi: rievocando le vie della passione per la lettura di quei tanti personaggi memorabili (di uno Sciascia, per esempio, che nel suo appartamento siciliano conservava il Journal dei Goncourt ignorato dall’autore stesso) convinti, o illusi, che un lettore intelligente trova almeno una cosa degna in ogni libro. Una danza con i fantasmi delle biblioteche, cioè con quelle strane presenze (primi i sostituiti, detti «fantasmi» appunto, inseriti negli spazi di un libro prestato, e perduto) che occupano la mente dei proprietari e a volte fanno sembrare, all’imperfetta memoria, una grande biblioteca dotarsi con il tempo di vita propria.








"Prendere in mano un libro e scoprire quello che contiene veramente
equivale a rivestire di carne, ossia  di uno spessore e di una densità che non perderà mai più, 
qualcosa che fino a quel momento era solo una parola. "


Stringo tra le mani questo piccolo volume, pubblicato dalla Sellerio: ho finito la lettura da qualche giorno, ma  le sue parole sono rimaste nell'aria come "fantasmi" che cercano una voce per pronunciare il loro messaggio
di salvezza o perdizione.
Ho un debole particolare per i libri che parlano di libri e Jacques Bonnet, mostrando un cielo letterario costellato da deliziose citazioni "libresche" (da Seneca all'Imperatore Giuliano, da Borges ad Alberto Manguel, da Plinio il Vecchio a Nobokov, da Diogene a Walter Benjamin a molti altri da scoprire tra le pagine) delinea sintomi e complicazioni di una malattia tanto desiderabile quanto incurabile: la Bibliomania.
E bisogna comprendere a quale categoria si appartiene: perché i bibliomani si distinguono  in collezionisti e lettori insaziabili; entrambi tendono ad accumulare libri, a possedere libri su libri, però con una particolarità "il lettore sviluppa un attaccamento non solo per la lettura, ma per l'oggetto che l'ha resa possibile". 
Nobokov, citato tra le righe del libro, invita a non dimenticare il miracolo della lettura stessa: "Vorrei che vi stupiste non solo per le cose che leggete:  anche per il fatto di poterle leggere".
Per l'autore, la lettura era come i quattro fiumi dell’Eden, che nascendo da un’unica sorgente scorrono verso i quattro punti dell’orizzonte: aboliva le distanza e mi trasportava istantaneamente in contrade remote dagli strani costumi..Certe volte mi sembra di aver cominciato a esistere davvero solo con la lettura.. 
"Il libro è la preziosa materializzazione di un’emozione o della possibilità di provarne una in futuro."

Come privarsi di un'emozione resa reale, tangibile da un libro?
"Allora tra il bibliomane e le sue migliaia di libri, s'instaura uno strano rapporto, simile a quello tra un giardiniere e un rampicante che si espande molto in fretta. La pianta si sviluppa da sola, crescendo in un modo che è invisibile a occhio nudo ma constatabile in capo a qualche settimana. L'uomo, a meno che non voglia tagliarla, non può far altro che indicare la direzione che vorrebbe vederle prendere. Anche le biblioteche prolifiche si emancipano, diventano essere viventi.. essa è innegabilmente il riflesso del proprietario, il suo doppio. Chi sapesse decodificarla con la necessaria perspicacia scoprirebbe, di scaffale in scaffale, la natura profonda del bibliotecario. Al di là di una certa misura, del resto, nessuna biblioteca somiglia a un'altra o ha la stessa personalità."

Sarà necessario  "ordinare e catalogare" i libri posseduti , secondo un qualche criterio, ma a volte la classificazione della biblioteca segue una trama invisibile di affinità oscure a tutti tranne che all'interessato.
Una volta formata, essa tende a divenire un punto di passaggio obbligato per tutto il reale, una sorta di vortice che attira a sé tutto quello che ci succede.

E cosa dire dei fantasmi che vivono nelle nostre biblioteche?
Perché il " fantasma" non è semplicemente, secondo la definizione del Petit Larousse, quel foglio o cartoncino che si mette al posto di un libro tolto da uno scaffale di biblioteca o di un documento in prestito:.
Esistono altre essenze luminose che respirano tra gli scaffali: La biblioteca è popolata da centinaia di migliaia di personaggi, alcuni reali e altri fittizi. Quelli reali sono i cosiddetti personaggi immaginari delle opere letterarie, quelli fittizi sono gli scrittori. Dei primi sappiamo tutto, o meglio sappiamo tutto quello che c’è da sapere, ossia quello che è detto nel romanzo, nella favola, nella novella o nella poesia dove compaiono. Dal momento in cui gli scrittori hanno dato loro la vita, non sono invecchiati, sono rimasti uguali a se stessi e sarà così per l’eternità…

Purtroppo leggendo questo splendido volume sorge un triste interrogativo.
Jacques Bonnet afferma di aver scritto questo libretto da un continente destinato ad essere presto somnerso..perchè si può esser certi che le pesanti e ingombranti biblioteche generaliste di parecchie decine di migliaia di volumi sono destinate a sparire insieme ai loro fantasmi.
Tutto questo per le opportunità offerte da Internet e dai nuovi strumenti ad esso legati.
Per ogni lettore, per ogni appassionato di queste meravigliose creature chiamate libri, sarebbe uno scenario apocalittico, la distruzione di un paradiso terrestre, per vagare in un deserto virtuale.
Scaccio questo triste pensiero dalla mia mente e rivolgo il mio sguardo alla mia biblioteca che, come sempre, mi rassicura e mi avvolge...


"I libri della mia biblioteca sono come vecchie case dove aleggia la presenza degli uomini e delle donne che vi hanno vissuto in passato, col loro carico di gioie e dolori, di amori e di odi, di sorprese e di delusioni, di speranze e di rassegnazione. A pensarci bene, ho sempre abitato vecchie case..".





giovedì 21 febbraio 2013

"Ammaliamoci di letture..."



"Ammaliamoci di letture".... per gli appassionati amanti dei libri, credo non possa essere formulato augurio più desiderabile: ammalarsi e far ammalare di letture! Questo l'intento della "contagiosa" iniziativa promossa dal blog Zebug: liberare un libro e l'amore per la lettura, il tutto nel giorno di San Valentino.
Perchè difendersi da questo contagio?

Così nel giorno degli innamorati, lontana per qualche giorno dalla terra in cui vivo, passeggiando lungo uno sconosciuto viale innevato, ho liberato il mio libro! Chissà quali occhi saranno stati solleticati dalla visione di questo piccolo libro adagiato su una panchina! Quali mani avranno sflogliato le sue pagine in attesa di un nuovo lettore! Il titolo invitava a "non muoversi", a fermarsi qualche istante...Un appello, una richiesta decisa ma tenera!
 E' un libro che ho amato, questo della Mazzantini: ho amato questa storia carnale ma dolce, a volte spietata e feroce, come spesso sa essere la vita! Non voglio narrarla questa storia, perchè va scoperta a piccoli sorsi...voglio solo lasciare qualche piccola traccia della poesia che racchiude nelle sue pagine, con qualche citazione...

E mentre tutto si oblitera sento che la vita è soave anche se sta passando.
L'importante è che rimanga una scuola, un cancello dove posare la schiena.
Un luogo che ci ha visti ragazzi e ci riprenda da adulti, un giorno feriale, per caso.
E adesso sapevo che non ero cambiato, che ero sempre lo stesso
e che forse non si cambia...semplicemente ci si adatta.

Ognuno di noi...sogna qualcosa che scardini il suo mondo ordinario.

Perchè la mia vita è stata tutta così,
piena di piccoli segni che mi vengono a cercare.

Ero felice,  non ci si accorge mai di esserlo...
e mi chiesi perchè l'assimilazione di un sentimento così benevolo
ci trovi sempre impreparati,
sbadati,
tanto che conosciamo solo la nostaglia della felicità,
o la sua perenna attesa.


Ora mi rivolgo a te, caro lettore che sei inciampato, per caso o per destino, su questo libro già letto e vissuto: permetti a queste splendide pagine di vivere ancora attraverso i tuoi occhi e le tue emozioni, sentendo tra le sue righe altri occhi e altre emozioni, quelli di una lettrice che lascia una semplice preghiera...amare la lettura,  i libri e la vita che vi scorre dentro!

Non potevo non aggiungere una citazione al segnalibro che avrebbe accompagnato, il libro liberato, nel suo viaggio: é una frase tratta dal meraviglioso libro di Helene Hanff, intitolato "84, Charing Cross Road"...


"Mi piace il sentimento fraterno
che si prova sfogliando
pagine che qualcun altro
ha già sfogliato..."

Buona lettura!!

sabato 2 febbraio 2013

LeggiAmo 2013: 1/50 - Cose che nessuno sa di Alessandro d'Avenia


LeggiAmo 2013
Sezione Alfabeto D


La bellezza nasce dai limiti, sempre.
Alessandro d'Avenia

Cose che nessuno sa è  un romanzo che prende vita dal sostare dell’autore al crocevia, tra il cammino compiuto e quello ancora da percorrere (e quanto afferma lui stesso nei suoi ringraziamenti alla fine del libro).
Alessandro d’Avenia invita il lettore ad accostare il suo orecchio alla storia che ci narra nel suo poetico romanzo, così come si fa con una conchiglia:
“L’unico modo che abbiamo per scoprire la nostra storia è conoscere quelle degli altri.. solo chi legge e ascolta storie trova la sua”.

Un filo invisibile unisce le vite dei protagonisti di questo romanzo: una folla di funamboli senza rete sui fili fragili e intrecciati della vita.
Margherita, fragile perla creata dalla rugiada di un dolore muto; il professore, anima fatta di pagine; Giulio, stella lontanissima e irraggiungibile, fredda e nervosa.
Sono tutti alla ricerca della bellezza, quella bellezza nata dalle imperfezioni della vita; tutti dovranno intraprendere, come Telemaco, il viaggio che li porterà a compiere delle scelte decisive, a perdersi per ritrovarsi; e lo faranno guidati da quel sentimento di incompiutezza che la gente chiama nostalgia, in cui si fondono paure e speranze: è la nostalgia del futuro, la nostalgia di ciò che non è mai stato, quella libertà che prende possesso di sé e vuole dare inizio a qualcosa di nuovo, unico e irripetibile.

C’è una parola che si ripete come una melodiosa litania in tutto il romanzo: la parola filo.
La nonna di Margherita, nella lingua carnale della sua terra, esclama: a vita è nu filu..la vita è un filo, sospeso tra cielo e terra, dove si cammina con passo incerto e intrisi di paura, finché quel sottile filo non sarà trasformato in corda e poi in un solido ponte grazie al sentimento dell’amore.
Ed è  il filo che unisce due persone a far sì che si possa uscire dal labirinto delle proprie paure, così come il filo di Arianna salvò Teseo.
È, ancora il filo della trama che, unito all’ordito, in una danza a volte incomprensibile, svela il disegno della vita.
Col tempo verrà rivelata quella bellezza che nasce dai limiti e dal dolore, così come la perla nasce dopo l’attacco di un terribile predatore: sui resti imperfetti rimasti intrappolati nella conchiglia nasce una splendida madreperla.
Ci sono cose che nessuno sa, ma è la bellezza imperfetta della vita a dare tutte le risposte.

Questo è il messaggio che possiamo ascoltare dalle splendide pagine di questo romanzo: una storia che ci coinvolge e ci nutre con la semplicità e la bellezza delle cose fragili:
quella storia deve piombare da fuori, come quando accade che i libri ci scelgano e gli autori diventino amici..quella storia è uno specchio che ti sorprende a esclamare: questa è la mia, questo sono io, ma non avevo le parole per dirlo. E forse scopri di non essere solo, definitivamente solo.

Dalla lettura ottieni qualcosa solo quando sei capace di mettere qualcosa di tuo in ciò che stai leggendo. Voglio dire che leggi un libro veramente solo quando è lui che ti legge, solo quando ti avvicini alle parole con l’animo disposto a ferire e a essere ferito dal dolore della lettura, a convincere ed essere convinto, e dopo, arricchito dal tesoro che hai scoperto, a impiegarlo per costruire qualcosa nella tua vita e nel tuo cuore.



La lettura di questo libro mi ha spinto a dar vita ad un piccolo progetto che vorrei chiamare "Dagherrotipi Letterari": una danza di parole, immagini e musica per condividere le emozioni suscitate dalle pagine dei libri letti.

Ecco il Dagherrotipo Letterario del libro
Cose che nessuno sa 
di
Alessandro d'Avenia


E' un regalo per tutte le mie compagne di viaggio di LeggiAmo 2013!
Buona lettura e.. buona visione!